Femminile Plurale: un inizio che apre orizzonti

19/01/2026

Femminile Plurale: un inizio che apre orizzonti

Mercoledì 14 gennaio, al Multiplo di Cavriago, ha preso avvio Femminile Plurale, il percorso 2026 del gruppo di lettura di Scambiamente, Una stanza tutta per sé. Un primo appuntamento partecipato e intenso, che ha segnato l’inizio di un cammino di lettura condivisa, ricerca e ascolto.

A guidare l’incontro sono state Simona Perosce e Federica Merli, che hanno presentato la cinquina 2026 del book club:

  • Il colore viola, di Alice Walker
  • Gita al faro, di Virginia Woolf
  • Una donna, di Annie Ernaux
  • Il secondo piano, di Ritanna Armeni
  • Le città di carta, di Dominique Fortier

Perosce e Merli hanno illustrato il senso complessivo del percorso: cinque scrittrici, cinque opere, cinque tappe pensate non come episodi isolati ma come un dialogo continuo tra voci, epoche e sguardi diversi.

Femminile Plurale infatti, sulla scia del book club Maestre, ideato da Carolina Capria, nasce come spazio di approfondimento, in cui la letteratura scritta da donne viene attraversata nella sua complessità, lontano da semplificazioni e categorie riduttive.

Il primo incontro è stato dedicato a Il colore viola di Alice Walker, romanzo potente e necessario, che ha dato subito la misura del respiro del percorso. La conversazione si è sviluppata intorno ai temi centrali dell’opera: la violenza patriarcale, la costruzione dell’identità, le relazioni tra donne, la possibilità di riscatto e trasformazione.

Ad arricchire il dialogo sono state le letture ad alta voce di Elisa Morandi, insieme a quelle di Federica Merli e Simona Perosce, che hanno restituito la forza lirica e insieme concreta della scrittura di Walker, creando momenti di ascolto profondo e partecipazione emotiva.

Il colore viola: una scrittura che salva

Nel romanzo di Alice Walker, la protagonista Celie compie un percorso di emancipazione che passa innanzitutto dalla scrittura. Le lettere – prima rivolte a Dio, poi a Nettie – diventano uno spazio intimo e protetto in cui Celie può finalmente nominare il dolore, la paura, l’ingiustizia. Scrivere significa esistere, darsi una voce quando tutto intorno tende a negarla. La scrittura è, in questo senso, un atto salvifico: non cancella la sofferenza, ma permette di attraversarla e trasformarla in consapevolezza.

Accanto alla parola scritta, un altro gesto assume nel romanzo un valore simbolico e liberatorio: il cucito. L’attività manuale, tradizionalmente relegata a un ambito domestico e femminile, diventa per Celie uno strumento di autonomia economica e di espressione di sé. Cucire non è solo produrre oggetti, ma ricucire frammenti di identità, dare forma a un nuovo modo di stare al mondo. In Il colore viola, scrittura e cucito sono entrambi linguaggi: pratiche lente, quotidiane, capaci di restituire dignità e futuro.

Il confronto emerso durante l’incontro ha messo in luce come il romanzo di Walker non parli solo di oppressione, ma soprattutto di relazioni che salvano, di alleanze tra donne, di possibilità di rinascita che passano attraverso il riconoscimento reciproco.

Il percorso continua

Il primo appuntamento di Femminile Plurale ha confermato il senso e la necessità di questo spazio: un luogo serio e accogliente, in cui la lettura diventa occasione di crescita condivisa.

Il calendario del percorso 2026 prosegue con:

18 febbraio – Gita al faro, di Virginia Woolf

18 marzo – Una donna, di Annie Ernaux

15 aprile – Il secondo piano, di Ritanna Armeni

20 maggio – Le città di carta, di Dominique Fortier

Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 18 febbraio, sempre al Multiplo di Cavriago, dalle 20 alle 22, per attraversare insieme l’opera di Virginia Woolf, cuore pulsante del pensiero che ispira Una stanza tutta per sé.

Femminile Plurale è iniziato così: con una storia che insegna che le parole, quando trovano spazio e ascolto, possono davvero cambiare la vita.

 

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