Una traccia destinata a durare nel tempo

Una traccia destinata a durare nel tempo

Al Multiplo, nella serata del 18 marzo, il percorso di Femminile Plurale ha vissuto uno dei suoi momenti più intensi e significativi. Protagonista dell’incontro è stato “Una donna” di Annie Ernaux, un testo breve ma potentissimo, capace di aprire spazi profondi di riflessione e condivisione.

A guidare la conversazione, insieme a Simona Perosce e Federica Merli, è stata un’ospite speciale: Francesca Biavardi, death educator, blogger, scrittrice, logopedista. Il suo contributo ha dato ulteriore profondità all’incontro, accompagnando le partecipanti in un percorso delicato e necessario attorno ai temi della memoria, della perdita e della relazione con le figure materne.

Fin dalle prime battute, è stato chiaro che non si sarebbe trattato di un incontro come gli altri. Sedute in cerchio, le partecipanti hanno dato vita a uno spazio autentico di ascolto e restituzione, in cui le parole si sono fatte testimonianza e i ricordi hanno trovato voce. Il libro della Ernaux ha agito come uno specchio: nelle sue pagine, ciascuna ha potuto riconoscere frammenti della propria storia, riscoprendo il legame profondo tra esperienza individuale e memoria collettiva.

Una donna

Pubblicato nel 1987, Una donna è il racconto che Annie Ernaux dedica alla madre dopo la sua morte. Ma ridurlo a una semplice biografia sarebbe limitante: si tratta piuttosto di un’opera che intreccia il piano intimo e personale con una riflessione più ampia sulla condizione sociale, sul passaggio tra classi e sul ruolo delle donne nel Novecento.

La madre dell’autrice emerge come una figura complessa e profondamente umana: una donna forte, segnata dalle difficoltà, ma anche animata da un desiderio di riscatto e di miglioramento che si riflette nel percorso della figlia. Ernaux, con uno stile essenziale, quasi chirurgico, evita ogni forma di idealizzazione e sceglie invece la precisione della memoria, restituendo dignità alla vita della madre senza indulgere nella nostalgia.

Uno degli elementi più potenti del libro è proprio questa tensione tra distanza e vicinanza: l’autrice osserva, analizza, ricostruisce, ma allo stesso tempo lascia emergere il legame profondo e irriducibile che la unisce alla madre. Ne nasce un testo che è insieme racconto di vita, indagine sociale e atto d’amore, capace di parlare a chiunque si interroghi sul proprio passato e sulle radici della propria identità.

Durante l’incontro, questi temi hanno trovato una risonanza concreta nelle parole delle partecipanti. Il cerchio si è trasformato in uno spazio condiviso di memoria, dove esperienze personali e riflessioni collettive si sono intrecciate in modo spontaneo e autentico. In questo senso, la letteratura ha dimostrato ancora una volta la sua forza: quella di creare connessioni, di aprire varchi, di rendere dicibile ciò che spesso resta inespresso.

La serata si è così rivelata speciale, toccante e profondamente intensa, lasciando nelle partecipanti una traccia destinata a durare nel tempo.

 

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🎬🧵📖 FILI E FILM – vite che si intrecciano

FILI E FILM – vite che si intrecciano

📅 Mercoledì 11 Marzo 2026 | 📍 Cinema Grand’Italia

 

Il Cinema Grand’Italia di Traversetolo, in collaborazione con l’Associazione Scambiamente e la Therapeutic Knitter Langolodifede, è lieto di annunciare un evento che unisce due mondi: il lavoro a maglia e uncinetto e la potenza evocativa del cinema.

Il prossimo 11 marzo, vi invitiamo a partecipare a una serata speciale: mentre guardiamo Cime Tempestose, potremo sferruzzare insieme, in un abbraccio tra fili, immagini e parole.

Portate i vostri lavori a maglia e uncinetto, lasciate che ogni punto racconti una storia, intrecciando il piacere della creazione al fascino del grande schermo

Vi aspettiamo, per un viaggio dove ogni maglia è una trama e ogni scena un’emozione condivisa.

🕰 Apertura cinema: 20:00

🎥 Inizio proiezione: 20:30

🎟 Prezzo unico: 8€ per tutti

✅ PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA sul sito: www.cinemagranditalia.it (Posti limitati)

 

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Femminile Plurale: il tempo interiore di Gita al faro

Femminile Plurale: il tempo interiore di Gita al faro

Mercoledi 18 febbraio, al Multiplo – Centro Cultura di Cavriago, si è tenuto il secondo appuntamento di Femminile Plurale, il percorso 2026 del gruppo di lettura di Scambiamente – Una stanza tutta per sé.

Dopo l’intensità narrativa de Il colore viola, l’incontro dedicato a Gita al faro di Virginia Woolf ha segnato un cambio di ritmo e di profondità: non più la linearità di una storia che si emancipa attraverso l’azione, ma l’immersione nei movimenti impercettibili della coscienza, nei silenzi, nelle fratture del tempo.

A guidare la conversazione sono state, come nel primo incontro, Simona Perosce e Federica Merli, accompagnando il gruppo dentro la struttura complessa del romanzo, tra flussi di pensiero, sospensioni narrative e passaggi che chiedono al lettore una partecipazione attiva, quasi meditativa.

L’incontro ha alternato momenti di analisi critica a letture ad alta voce, restituendo la musicalità della prosa woolfiana e la sua capacità di trasformare la percezione quotidiana in esperienza estetica.

Gita al faro: una recensione

Pubblicato nel 1927, Gita al faro è uno dei romanzi più rappresentativi del modernismo inglese. Ambientato in una casa di villeggiatura sull’isola di Skye, il libro racconta – solo in apparenza – la mancata e poi realizzata gita al faro della famiglia Ramsay.

In realtà, l’evento narrativo è secondario: ciò che conta è il tempo interiore, la vita mentale dei personaggi, il modo in cui percepiscono sé stessi e gli altri.

Al centro del romanzo si staglia la figura di Mrs. Ramsay, presenza luminosa e insieme fragile, attorno alla quale ruotano desideri, aspettative, incomprensioni. Woolf costruisce il personaggio attraverso sguardi incrociati, mai definitivi, mostrando come ogni identità sia sempre parziale, filtrata dallo sguardo altrui.

La seconda parte del romanzo, “Il tempo passa”, è una delle più radicali rappresentazioni letterarie dello scorrere impersonale del tempo: la casa si svuota, gli anni trascorrono, la guerra irrompe fuori campo, e le vite si modificano quasi senza essere raccontate. È il tempo stesso a diventare protagonista.

Nel terzo movimento, la gita al faro finalmente si compie. Ma ciò che si raggiunge non è solo un luogo fisico: è una forma di riconciliazione, un equilibrio fragile tra memoria e presente.

Se in Il colore viola la scrittura era salvezza esplicita e dichiarata, in Gita al faro la scrittura è atto di ricomposizione del reale. Woolf mostra che l’arte – come la pittura di Lily Briscoe nel romanzo – è tentativo di dare forma all’esperienza, di trattenere ciò che altrimenti si dissolverebbe nel flusso del tempo.

Il faro stesso diventa simbolo ambivalente: punto fisso e insieme mutevole a seconda della distanza e dello sguardo. Non esiste una verità unica, ma molteplici prospettive.

Un percorso che si approfondisce

La serata del 18 febbraio ha confermato la vocazione di Femminile Plurale: non solo leggere, ma sostare nei testi, attraversarli, accettarne la complessità.

Il confronto tra i partecipanti ha messo in luce quanto il romanzo di Woolf continui a interrogare il presente: sul ruolo delle donne, sul peso delle aspettative sociali, sul bisogno di uno spazio interiore – una stanza tutta per sé – in cui elaborare il proprio sguardo sul mondo.

 

Il percorso prosegue con il prossimo appuntamento:

📖 18 marzo – Una donna, di Annie Ernaux

Femminile Plurale continua così: non come successione di libri, ma come dialogo aperto tra voci che, pur distanti nel tempo, continuano a parlarci con sorprendente urgenza.

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Femminile Plurale: un inizio che apre orizzonti

Femminile Plurale: un inizio che apre orizzonti

Mercoledì 14 gennaio, al Multiplo di Cavriago, ha preso avvio Femminile Plurale, il percorso 2026 del gruppo di lettura di Scambiamente, Una stanza tutta per sé. Un primo appuntamento partecipato e intenso, che ha segnato l’inizio di un cammino di lettura condivisa, ricerca e ascolto.

A guidare l’incontro sono state Simona Perosce e Federica Merli, che hanno presentato la cinquina 2026 del book club:

  • Il colore viola, di Alice Walker
  • Gita al faro, di Virginia Woolf
  • Una donna, di Annie Ernaux
  • Il secondo piano, di Ritanna Armeni
  • Le città di carta, di Dominique Fortier

Perosce e Merli hanno illustrato il senso complessivo del percorso: cinque scrittrici, cinque opere, cinque tappe pensate non come episodi isolati ma come un dialogo continuo tra voci, epoche e sguardi diversi.

Femminile Plurale infatti, sulla scia del book club Maestre, ideato da Carolina Capria, nasce come spazio di approfondimento, in cui la letteratura scritta da donne viene attraversata nella sua complessità, lontano da semplificazioni e categorie riduttive.

Il primo incontro è stato dedicato a Il colore viola di Alice Walker, romanzo potente e necessario, che ha dato subito la misura del respiro del percorso. La conversazione si è sviluppata intorno ai temi centrali dell’opera: la violenza patriarcale, la costruzione dell’identità, le relazioni tra donne, la possibilità di riscatto e trasformazione.

Ad arricchire il dialogo sono state le letture ad alta voce di Elisa Morandi, insieme a quelle di Federica Merli e Simona Perosce, che hanno restituito la forza lirica e insieme concreta della scrittura di Walker, creando momenti di ascolto profondo e partecipazione emotiva.

Il colore viola: una scrittura che salva

Nel romanzo di Alice Walker, la protagonista Celie compie un percorso di emancipazione che passa innanzitutto dalla scrittura. Le lettere – prima rivolte a Dio, poi a Nettie – diventano uno spazio intimo e protetto in cui Celie può finalmente nominare il dolore, la paura, l’ingiustizia. Scrivere significa esistere, darsi una voce quando tutto intorno tende a negarla. La scrittura è, in questo senso, un atto salvifico: non cancella la sofferenza, ma permette di attraversarla e trasformarla in consapevolezza.

Accanto alla parola scritta, un altro gesto assume nel romanzo un valore simbolico e liberatorio: il cucito. L’attività manuale, tradizionalmente relegata a un ambito domestico e femminile, diventa per Celie uno strumento di autonomia economica e di espressione di sé. Cucire non è solo produrre oggetti, ma ricucire frammenti di identità, dare forma a un nuovo modo di stare al mondo. In Il colore viola, scrittura e cucito sono entrambi linguaggi: pratiche lente, quotidiane, capaci di restituire dignità e futuro.

Il confronto emerso durante l’incontro ha messo in luce come il romanzo di Walker non parli solo di oppressione, ma soprattutto di relazioni che salvano, di alleanze tra donne, di possibilità di rinascita che passano attraverso il riconoscimento reciproco.

Il percorso continua

Il primo appuntamento di Femminile Plurale ha confermato il senso e la necessità di questo spazio: un luogo serio e accogliente, in cui la lettura diventa occasione di crescita condivisa.

Il calendario del percorso 2026 prosegue con:

18 febbraio – Gita al faro, di Virginia Woolf

18 marzo – Una donna, di Annie Ernaux

15 aprile – Il secondo piano, di Ritanna Armeni

20 maggio – Le città di carta, di Dominique Fortier

Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 18 febbraio, sempre al Multiplo di Cavriago, dalle 20 alle 22, per attraversare insieme l’opera di Virginia Woolf, cuore pulsante del pensiero che ispira Una stanza tutta per sé.

Femminile Plurale è iniziato così: con una storia che insegna che le parole, quando trovano spazio e ascolto, possono davvero cambiare la vita.

 

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Maestre Book Club – Quinto incontro: Goliarda Sapienza e “L’arte della gioia”

Maestre Book Club – Quinto incontro: Goliarda Sapienza e “L’arte della gioia”

Una chiusura potente per il percorso del gruppo di lettura Una stanza tutta per sé di Scambiamente

Si è concluso lunedì 22 ottobre, presso l’Atelier del Multiplo di Cavriago, il percorso letterario di Maestre Book Club portato avanti dal gruppo di lettura Una stanza tutta per sé di Scambiamente e ispirato al saggio Maestre di Carolina Capria.

L’ultimo incontro, guidato come di consueto da Simona Perosce e Federica Merli, è stato dedicato a una delle voci più libere, coraggiose e anticonvenzionali della letteratura italiana del Novecento: Goliarda Sapienza e il suo capolavoro, L’arte della gioia.

Goliarda Sapienza: una vita fuori dagli schemi

Attrice, scrittrice, intellettuale e donna indocile, Goliarda Sapienza (1924–1996) attraversò la sua epoca come una forza inquieta e luminosa. Cresciuta in una famiglia socialista e antifascista nella Catania degli anni Venti, visse la libertà come un destino necessario e spesso doloroso. Dopo un’intensa carriera teatrale e cinematografica, dedicò la vita alla scrittura, affrontando con la stessa passione la marginalità e l’incomprensione.

Solo molti anni dopo la sua morte, la sua opera è stata finalmente riconosciuta come una delle più originali del Novecento. In L’arte della gioia, pubblicato postumo nel 1998, la voce di Sapienza risuona con una potenza ancora oggi sorprendente, sovversiva, e profondamente femminile.

L’arte della gioia: la ribellione e la luce

Il romanzo racconta la straordinaria parabola di Modesta, una donna nata nella miseria e destinata, secondo ogni convenzione sociale, all’oscurità. Ma Modesta non accetta il destino che le è stato imposto: con intelligenza, sensualità e una forza vitale indomabile, costruisce la propria libertà attraverso amori, conoscenze e scelte spesso scandalose per l’epoca.

In questo percorso, Goliarda Sapienza ci consegna un’eroina complessa e magnetica, che incarna la possibilità di vivere “fuori norma” senza perdere la gioia come bussola interiore. L’arte della gioia è, in fondo, un romanzo sull’emancipazione — non solo femminile, ma umana: una riflessione sull’autenticità, sulla ricerca del piacere, sulla costruzione di sé come atto politico e poetico insieme.

Una chiusura simbolica e luminosa

Nel dialogo condotto da Simona Perosce e Federica Merli, le lettrici hanno attraversato le molte vite di Modesta e le molte verità di Goliarda Sapienza, riflettendo su cosa significhi oggi “imparare l’arte della gioia”.

È stato un incontro intenso e partecipato, una chiusura simbolica di un percorso che, di tappa in tappa, ha dato voce alle scrittrici che — come vere maestre — hanno insegnato libertà, parola e consapevolezza.

Con Goliarda Sapienza si è compiuto un cerchio: quello di un cammino tutto al femminile, in cui la letteratura è diventata spazio di pensiero, comunità e rinascita.

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Scambiamente compie 7 anni!

Scambiamente compie 7 anni!

Sette anni di voci che si incontrano, libri che circolano, progetti che crescono.

Sette anni in cui abbiamo costruito, passo dopo passo, una comunità che crede nella forza gentile della cultura condivisa.

Sabato 29 novembre, dalle 15:30 alle 17:30, al Fontanone festeggeremo il nostro compleanno con ciò che più ci rappresenta: le storie lette a voce alta.

Sarà una festa della lettura aperta a tutti — adulti, bambine e bambini — un pomeriggio gioioso, fatto di racconti che prendono vita nell’aria, di pagine che diventano invito alla meraviglia, di parole che uniscono generazioni diverse.

Un modo semplice e luminoso per ricordare perché siamo nati: per creare spazi dove la lettura diventa incontro, cura, crescita, dialogo.

In questi sette anni abbiamo avviato percorsi, laboratori, progetti, gruppi di lettura; abbiamo ascoltato autori, condiviso libri, costruito ponti tra realtà diverse. E continuiamo a farlo grazie a chi partecipa, sostiene, legge con noi.

Vi aspettiamo per spegnere insieme le nostre sette candeline, brindare e degustare deliziosi spuntini, ma soprattutto accendere nuove scintille di comunità.

Unitevi alla festa, portate con voi curiosità, desiderio di ascoltare… e, se vi va, anche il vostro libro del cuore.

 

 

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Toni Morrison – Amatissima

Il dolore, la memoria, la libertà: al Maestre Book Club si legge Amatissima di Toni Morrison

Venerdì 13 giugno, Il Multiplo di Cavriago ha ospitato il quarto incontro di Maestre Book Club, il gruppo di lettura diffuso lanciato dalla scrittrice Carolina Capria, con l’obiettivo di costruire una rete nazionale di lettrici e lettori che si confrontano attorno ai libri scritti da grandi autrici del passato e del presente. L’associazione Scambiamente ha aderito al progetto con il suo gruppo di lettura Una stanza tutta per sé, dando vita a incontri pubblici che intrecciano analisi letteraria, lettura ad alta voce e riflessione collettiva.

Moderato da Simona Perosce e Federica Merli, l’appuntamento di giugno è stato dedicato a Toni Morrison, Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, e al suo romanzo capolavoro, Amatissima (Beloved), pubblicato per la prima volta nel 1987 e diventato da subito una pietra miliare della letteratura afroamericana.

Un romanzo che brucia e cura

La discussione ha preso avvio da una domanda centrale: che cosa significa raccontare la schiavitù da dentro, attraverso il corpo e la memoria delle donne che l’hanno vissuta? Morrison risponde con un’opera di straordinaria potenza emotiva, che mescola realismo, poesia e venature gotiche per restituire l’esperienza spezzata e tenace di Sethe, ex schiava fuggita da una piantagione del Kentucky, segnata da una scelta estrema per sottrarre la figlia all’orrore della schiavitù.

La casa infestata dove Sethe vive, la presenza del fantasma di Beloved, la figlia morta, il ritorno di Paul D, un uomo del passato: tutto si intreccia in un racconto in cui i confini tra il reale e il soprannaturale si sfumano per rendere tangibile l’invisibile peso del trauma. Morrison scrive per dare voce a chi non ha avuto voce, per trascrivere la storia non ufficiale, quella che si tramanda con il corpo, con il dolore, con la resistenza.

Durante l’incontro, sono stati letti ad alta voce alcuni dei brani più intensi di Toni Morrison, seguiti da un confronto appassionato tra i partecipanti, che hanno condiviso riflessioni sull’identità, la maternità, la disumanizzazione imposta dalla schiavitù e la possibilità di redenzione attraverso la memoria collettiva. È emersa chiaramente la complessità del testo, che non si lascia riassumere né pacificare, ma invita a una lettura attenta e coinvolta.

In attesa del prossimo incontro: Goliarda Sapienza

Il Maestre Book Club si prende ora una pausa estiva, ma tornerà in autunno con un nuovo appuntamento dedicato a un’altra autrice fuori dagli schemi: Goliarda Sapienza e il suo romanzo L’arte della gioia, testo cult del Novecento italiano che ha conosciuto una riscoperta tardiva, ma fortissima, negli ultimi anni.

Come sempre, l’incontro sarà aperto a tutte e tutti, in un clima di accoglienza e libertà di pensiero, nel solco dell’idea che leggere insieme sia un atto politico e trasformativo.

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“Via col vento” e il fascino immortale della resilienza

“Via col vento” e il fascino immortale della resilienza: il terzo incontro di Maestre Book Club al Multiplo di Cavriago

Domenica 11 maggio si è tenuto, presso il Centro Culturale Multiplo, il terzo appuntamento del Maestre Book Club, il ciclo di incontri letterari promosso dal gruppo di lettura di Scambiamente, Una stanza tutta per sé. Al centro della discussione, il celebre romanzo Via col vento di Margaret Mitchell, opera monumentale e controversa della letteratura americana del Novecento.

Come nei precedenti incontri, la serata non si è limitata all’analisi dell’opera, ma ha voluto rendere omaggio anche alla vita dell’autrice, offrendo uno sguardo sulle sfide e contraddizioni vissute da Margaret Mitchell: giornalista indipendente in un’epoca dominata dagli uomini, scrittrice riluttante, figura complessa capace di restituire in parole un’intera epoca storica con le sue luci e ombre.

Recensione: “Via col vento” di Margaret Mitchell

Pubblicato nel 1936, Via col vento è molto più di una grande storia d’amore ambientata durante la Guerra Civile Americana: è un ritratto profondo e controverso del Sud degli Stati Uniti, visto attraverso gli occhi di Scarlett O’Hara, una delle protagoniste femminili più complesse della letteratura. Orgogliosa, caparbia, spesso egoista ma indimenticabilmente umana, Scarlett incarna la capacità di sopravvivere in tempi di sconvolgimento sociale e personale.

Lo stile narrativo di Mitchell è ricco e dettagliato, capace di dipingere con precisione la decadenza della società sudista e l’evoluzione psicologica dei personaggi. Tuttavia, il romanzo non è immune da critiche: molte interpretazioni contemporanee sottolineano l’ideologia razziale e la rappresentazione stereotipata delle persone afroamericane, oggi oggetto di un’attenta rilettura critica.

Resta il valore letterario di un’opera capace di far discutere, emozionare e provocare riflessioni ancora vive a quasi novant’anni dalla sua pubblicazione.

Uno sguardo al prossimo appuntamento

Il viaggio letterario del Maestre Book Club proseguirà il 15 giugno, sempre al Multiplo, con Amatissima (Beloved) di Toni Morrison. Vincitrice del Premio Pulitzer nel 1988, l’opera affronta il trauma della schiavitù con una voce potente e poetica, ed è considerata uno dei capolavori assoluti della letteratura afroamericana. Un cambio di prospettiva e una nuova occasione per confrontarsi su temi complessi e attuali, sempre attraverso il filtro della grande letteratura.

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Il fascino senza tempo di Jane Eyre

Maestre Book Club: il fascino senza tempo di Jane Eyre

Il secondo appuntamento del Maestre Book Club, organizzato dal gruppo di lettura di Scambiamente, Una stanza tutta per sé, si è tenuto domenica 13 aprile al Multiplo di Cavriago, in un’atmosfera raccolta e partecipe, tutta dedicata a uno dei grandi classici della letteratura inglese: Jane Eyre di Charlotte Brontë. A guidare la conversazione, Simona Perosce e Federica Merli dell’associazione Scambiamente, che hanno saputo intrecciare riflessione, ascolto e partecipazione in un dialogo vivo e profondo con i presenti.

Il romanzo è stato esplorato a partire dalla vita della sua autrice: Charlotte Brontë, figura affascinante e complessa, cresciuta nello Yorkshire nell’Ottocento, in un contesto familiare e culturale segnato da rigore, lutti precoci e un fortissimo stimolo alla scrittura. La sua vita e quella delle sue sorelle è stata raccontata recentemente nel libro Tutto questo fuoco, di Angeles Caso. È emerso come molte delle esperienze personali della scrittrice – dalla permanenza in collegi severi, al lavoro come governante, fino alla solitudine e alla tensione spirituale – abbiano trovato espressione proprio nella protagonista del romanzo, la fiera e indipendente Jane.

Il cuore dell’incontro è stato arricchito da letture ad alta voce di brani tratti dal libro, che hanno restituito la forza e la modernità della voce di Jane Eyre, capace ancora oggi di commuovere e far riflettere. A rendere ancor più stimolante il dibattito è stato il richiamo all’analisi critica di Virginia Woolf, che nei suoi celebre saggi Il lettore comune e in Una stanza tutta per sé offre una lettura lucida e appassionata del romanzo. Woolf riconosce a Charlotte Brontë una voce potente, ma evidenzia anche come le limitazioni imposte dal contesto sociale e dal ruolo femminile dell’epoca abbiano condizionato la sua scrittura.

Recensione di Jane Eyre

Pubblicato nel 1847, Jane Eyre è molto più di un romanzo romantico: è un potente racconto di formazione, una storia di autodeterminazione e di ricerca della propria identità. Jane, orfana cresciuta in un ambiente ostile, attraversa una lunga serie di esperienze – educative, lavorative e affettive – che la portano a maturare una visione del mondo lucida e profondamente etica.

La sua storia d’amore con Mr. Rochester è intensa e tormentata, ma sempre filtrata dallo sguardo lucido e indipendente di una donna che rifiuta di sacrificare se stessa pur di amare. Charlotte Brontë dipinge una protagonista fiera, intelligente e appassionata, che rivendica con forza il diritto ad esistere e a scegliere. Una lettura che continua a parlare anche ai lettori e alle lettrici del presente, con una voce che non ha perso vigore.

Prossimo appuntamento

Il Maestre Book Club prosegue il suo viaggio tra le pagine della grande letteratura. Il prossimo incontro sarà dedicato a Via col vento, di Margaret Mirchell, la terza maestra scelta da Carolina Capria, autrice del saggio Maestre edito da Harper Collins, che ha lanciato il Book Club diffuso in tutta Italia dall’omonimo nome.

L’appuntamento sarà l’11 maggio alle 15,00, nell’Atelier del Multiplo di Cavriago.

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Jane Austen: Persuasione

Primo incontro di Maestre Book Club: un pomeriggio dedicato a “Persuasione” di Jane Austen

Domenica 16 marzo alle ore 15:00, presso l’Atelier del Multiplo di Cavriago, si è tenuto il primo incontro del Maestre Book Club, un’iniziativa letteraria promossa da Carolina Capria. Tra i gruppi aderenti figura “Una stanza tutta per sé”, il club di lettura dell’associazione Scambiamente. L’evento inaugurale ha visto la partecipazione di appassionati di letteratura, riuniti per discutere “Persuasione” di Jane Austen.​

La discussione è stata moderata da Simona Perosce e Federica Merli di Scambiamente, che hanno guidato i presenti attraverso un’analisi approfondita del romanzo. Il dibattito si è rivelato particolarmente stimolante, con letture ad alta voce di passaggi selezionati, che hanno permesso ai partecipanti di immergersi nelle atmosfere e nelle tematiche del libro.​

Persuasione” è l’ultimo romanzo di Jane Austen, pubblicato postumo nel 1817. La storia segue le vicende di Anne Elliot, una giovane donna di ventisette anni che, otto anni prima, era stata persuasa a rompere il fidanzamento con il capitano Frederick Wentworth a causa della sua mancanza di fortuna e rango sociale. Il romanzo esplora temi come l’amore perduto e ritrovato, le pressioni sociali e l’importanza della seconda occasione.​

A differenza di altre opere di Austen, “Persuasione” si distingue per un tono più maturo e riflessivo. La protagonista, Anne, è ritratta con profondità psicologica, evidenziando la sua resilienza e sensibilità in un contesto sociale che spesso la sottovaluta. La narrazione mette in luce le dinamiche familiari e le convenzioni dell’epoca, offrendo una critica sottile ma incisiva alla superficialità e all’importanza attribuita al rango sociale.​

La scrittura di Austen in questo romanzo è caratterizzata da una prosa elegante e da un’ironia sottile, che rende la lettura coinvolgente e stimolante. Nonostante sia meno noto rispetto a opere come “Orgoglio e pregiudizio”, “Persuasione” offre una prospettiva unica sulla maturità e sulla capacità di resistere alle influenze esterne in nome dell’amore e dell’integrità personale.​

“Persuasione” è un romanzo che merita attenzione per la sua profondità emotiva e per la rappresentazione autentica dei sentimenti umani, confermando Jane Austen come una delle voci più autorevoli della letteratura inglese.​

L’incontro è stato arricchito da un contributo della scrittrice Francesca Tamani che nelle sue riflessioni osserva come la persuasione sia una presenza costante nelle opere di Jane Austen. Non è solo il titolo di un romanzo, ma un meccanismo sottile e pervasivo attraverso cui la società del tempo imponeva regole, modellava comportamenti e, nei casi più estremi, puniva chi sceglieva di ribellarsi. In questo gioco di potere, il femminile veniva associato alla sottomissione, mentre il maschile deteneva diritti e autorità. Tuttavia, un elemento sfuggiva a questa rigida dicotomia: la persuasione stessa. Nessuno ne era immune, né uomini né donne.

Maestre Book Club prevede un ciclo di cinque incontri, ciascuno dedicato a una scrittrice di rilievo e al suo romanzo più rappresentativo. Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 13 aprile, sempre alle 15:00 presso l’Atelier del Multiplo, dove si discuterà “Jane Eyre” di Charlotte Brontë. ​

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