Recensione a cura di Federica Merli del libro “Luoghi Comuni”, di Francesca Tamani

“Luoghi comuni” di Francesca Tamani

di Federica Merli

 

“L’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”…ecco, ogni tanto dovremmo tutte trovare il coraggio di lasciare che questo messaggio diventi, per un po’, la colonna sonora di certi momenti, e risuoni nelle orecchie di chi ci dà “troppo per scontate, come incolori di un luogo comune”.

Messaggio che si ripeta pure ad ogni chiamata, fino a quando ognuna di noi avrà ritrovato il coraggio di strappare quel post-it con scritto “Torno subito”, promemoria che un giorno abbiamo lasciato a noi stesse quando siamo diventate mogli, madri, lavoratrici, “donne troppo abituate a controllare, gestire, pianificare; donne che non conoscono più il gusto della leggerezza né il piacere dell’evasione.”

E poi, all’improvviso ci ricordiamo di quel post-it rimasto attaccato come promemoria per troppo tempo, dimenticato, nascosto sotto una vita scandita “da programmi e tabelle di marcia da seguire alla lettera”.

Pagina dopo pagina, racconto dopo racconto, Francesca Tamani, nel suo libro “Luoghi comuni” ti accompagna in questo “viaggio nell’universo femminile attraverso luoghi comuni”.

Un viaggio in cui ognuna di noi si riconoscerà in Zoe, Vittoria, Francesca, Giorgia….donne alle prese con la vita di tutti i giorni che “non conoscono più il gusto della leggerezza né il piacere dell’evasione” ma che, proprio all’interno della monotonia di queste vite fatte di giornate tutte uguali, ad un certo punto, trovano la forza di cambiare “di gettare all’aria il cappello, di iniziare a respirare, di lasciare un marito distratto, di scappare da un capufficio opprimente, di chiudere la porta di casa e fare un viaggio completamente sola”.

Storie di donne, storie di resilienza, storie di chi decide che è giunto il momento di chiudere la porta di casa, di fare un viaggio per ritrovare sé stessa smettendo di venire a patti con una realtà troppo stretta…

…”l’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”.

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UNA STANZA IN CUI SCOMPARIRE: “ROSA SPINACORTA” DI MARIO FERRAGUTI

Una stanza in cui scomparire: “Rosa spinacorta” di Mario Ferraguti

di Simona Perosce

 

Avevo quattordici anni quando vidi mia zia regalare il suo abito da sposa ad una suora. Mentre lo riponeva nelle mani della religiosa, piangeva. Non riuscivo a comprendere il significato di quel gesto e di quelle lacrime.

“La zia ha fatto un voto e sta donando il suo vestito ai Santi Medici per la grazia ricevuta!” disse mia madre. Eravamo a Oria, nel santuario di San Cosimo alla Macchia, uno tra i più importanti luoghi di culto e di devozione della Puglia, dedicato ai Santi Medici Cosma e Damiano, martiri.

I miei nonni materni mi portavano spesso con loro a visitarlo. Ricordo la chiesa sempre gremita di persone e le due statue lignee dei Santi in fondo alla navata centrale. Il nostro pellegrinaggio non si concludeva mai senza visitare la grande sala esterna, in cui c’erano centinaia di oggetti d’argento raffiguranti parti del corpo umano offerti dai fedeli per le grazie ricevute.

Leggere Rosa spinacorta di Mario Ferraguti mi ha riportata indietro nel tempo, facendomi riaprire quella stanza piena zeppa di ex voto, che esercitava su di me grande meraviglia e mistero. L’ultimo romanzo appena pubblicato dalla casa editrice indipendente Exòrma (nella collana quisiscrivemale) dell’autore parmigiano, che nella sua produzione letteraria precedente ha raccontato con suggestione e realismo un Appennino pervaso dalla magia e da figure mitologiche, si ispira alla storia vera di una delle ultime donne vestitrici mariane. Tecla, orfana allevata e istruita dalle suore in un convento della Bassa, viene scelta quando è ancora una bambina, per vestire la Madonna della rosa spinacorta. L’anziana depositaria e incaricata dell’antico rito della vestizione della statua della regina è la misteriosa donnadischiena che, prima di congedarsi da questo incarico e dalla vita, diventa la sua insegnante e le consegna tutti i segreti per diventare abile e degna di questo compito. Primo fra tutti l’invisibilità: vestire la regina vuol dire trasformarsi in niente, scomparire. Violare questa regola è gravissimo e imperdonabile, la pena è l’inferno, che la donnadischiena conserva in tasca su un foglio di carta spiegazzato.

L’autore ci conduce all’interno del convento, fra i segreti delle suore, lentamente ci fa salire uno ad uno i gradini che giungono in alto sino ad una porta e ci fa entrare nella penombra di una stanza che a Tecla fa paura perché buia e piena di armadi con i corredi femminili, dove dimora la statua della Madonna: un corpo ligneo con un volto dipinto, i cui occhi sono privi della scintilla di vita. Attraverso il racconto in prima persona ci rivela i moti dell’animo della bambina.

“In quella stanza, trampolino per il cielo, non ci riuscivo a entrare; sentivo mille passi, vedevo mille occhi, mille rumori di niente e di nessuno, quel posto era proibito anche a don Sergio. Vestire la Madonna, che è femmina, è un onere e un privilegio riservato alle suore.”

Vestire la regina con abiti fatti di tessuti ed elementi naturali ricercati come gli aculei di istrice, truccarla con i pigmenti, curarla, proteggerla, parlarle, recitarle filastrocche significa donarle la propria vita. Tecla non deve rivelarlo a nessuno, con spirito di devozione deve custodire questo segreto dentro di sé. Cresce e il suo corpo cambia diventando sempre più femminile. Impara che non si devono mostrare le vergogne, perché è peccato e non si deve mai cadere in tentazione.

Il racconto, impressionista nel contenuto, scorre lentamente nella prima parte per diventare  più veloce e dinamico nella seconda, quando la ragazza, superando la paura dell’inferno ed i propri sensi di colpa, si spinge fuori dalla stanza della regina, dal convento, dal paese e dal sistema di regole trasmesse dalle monache, esponendosi alla luce e all’ignoto, abbandonando la penombra familiare e l’atmosfera sommessa in cui è cresciuta. Questa transizione dal dentro al fuori, dall’esplorazione intima di sé a quella del mondo esterno, dalla non esistenza alla consapevolezza della propria presenza nel mondo, avviene a causa di un evento, una frattura da cui scaturisce la vita e la morte. Una celebre frase di Leonard Cohen recita: “C’è una crepa in ogni cosa, è così che entra luce”. Tecla si mette in viaggio e giunge fino a Gualtieri, dove incontra il pittore Antonio Ligabue, ”il pittore matto o il tedesco”, come tutti lo chiamano, che quella crepa ce l’ha addirittura sulla faccia, da cui è ossessionato.

Non era alto, sembrava quasi calvo, un naso fatto a becco d’aquila e una ferita scura sulla tempia.

Il pittore Ligabue.

Poteva essere solo lui; braghe marroni di fustagno e occhi liquidi, agitati di chi cerca ma impauriti e selvatici, pronti a scappare, rintanarsi”.

La narrazione, non suddivisa in capitoli, si sviluppa come un corpo unico in cui religione, magia, liturgia e misticismo si amalgamano fra di loro nonostante siano agli opposti.

Ci sono altri personaggi ed eventi che abitano le pagine di Rosa spinacorta e si muovono nel racconto seguendo il ritmo della prosa di Mario Ferraguti, dall’inconfondibile stile che unisce   incanto poetico e realismo antropologico. È come se fossero tutti elementi di un quadro il cui soggetto principale è un ritratto femminile in chiaroscuro.

 

Romanzo: Rosa spinacorta

Autore: Mario Ferraguti.

Casa editrice: Exòrma.

Pagine: 175

Euro16,00

 

 

 

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LIBERaVOCE – Festa della Lettura ad Alta Voce

LIBERaVOCE – Festa della Lettura ad Alta Voce

Dal 13 al 22 maggio prende il via a Parma la prima edizione di – : un progetto organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Parma insieme alle altre realtà aderenti al “Patto di Parma per la Lettura” e in collaborazione con numerosi altri soggetti del territorio che operano nel mondo dell’editoria e della promozione culturale.

La manifestazione, dedicata al ricordo di Giuseppe Marchetti, grande critico letterario parmigiano recentemente scomparso, avrà la sua cornice nell’affascinante e non solo!

Per dieci giorni decine di appuntamenti gratuiti aperti a tutti tra incontri con autori, reading poetici, presentazioni di libri, conversazioni, letture sceniche, tavole rotonde e numerose occasioni, tra letture e laboratori, dedicate a bambini e scuole.

In questa occasione SCAMBIAMENTE insieme a PARMA CULTURA DIGITALE ha pensato ad un appuntamento pomeridiano all’interno del bellissimo giardino dell’Associazione Anmic Parma in via STIRONE 4

LUNEDI’ 16 MAGGIO ORE 17:15

“Su tre ruote: casa, amore e fantasia”

Le storie arriveranno con la MAGICABICI dell’Associazione Polisportiva Gioco Parma per incantare grandi e piccini…

raccontate con la voce, il braille, la lingua dei segni e la comunicazione aumentativa alternativa!

Vi aspettiamo numerosi!

Cepdi

Il Semaforo Blu – Libreria per bambini e ragazzi

SP ENS Parma

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Parma

Anmic Parma

PARMA CULTURA DIGITALE

Il programma completo del festival si può consultare su www.biblioteche.comune.parma.it

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Inaugurazione “casetta” Villa Ester

Inaugurazione “casetta” di Villa Ester

Sabato 14 maggio alle 11,00 nel giardino di Villa Ester a Parma vi racconteremo il progetto ABC – Adotta il Book Crossing nato nell’ambito del bando 2021 Leggere crea indipendenza, di FONDAZIONE CARIPARMA , che vede unite l’Associazione Scambiamente e l’Associazione Parma Cultura Digitale. Leggeremo ad alta voce, ascolteremo gli allievi del corso di lettura interpretata tenuto dal bravissimo Andrea Gatti di GAF Comunicazione e festeggeremo insieme la nuova casetta dei libri Scambiamente per il book crossing di Villa Ester.

Vi aspettiamo numerosi!

Nel frattempo, scaricate la app per smartphone Le casette dei libri e cercate nella mappa delle casette quella più vicina a voi!

Scambiamente

Parma Cultura Digitale

Fondazione Cariparma

Le casette dei libri

Villa Ester, Casa del Quartiere

GAF COMUNICAZIONE

CSV Emilia – sede di Parma

Gruppo Scuola

Gruppo Cooperativo COLSER – Auroradomus

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Il mio mondo di colore blu

Quella di oggi è una storia d’oltremare.

Era il 2018, ormai 3 anni fa, quando Simona Perosce, Lisa Melandri ed Elisa Morandi, decisero di creare l’Associazione Scambiamente.

Mosse dalla volontà di promuovere la cultura attraverso la creazione e diffusione di casette dei libri per il book crossing, il primo semino venne piantato con la “prima nata” in Via de Gasperi n.11 a Traversetolo (Pr) dedicata ai libri per bambini e da lì hanno preso il via tantissime altre attività.

Nello stesso anno in Giappone un’illustratrice di nome Ofune, che significa piccola nave in giapponese, inizia a condividere le sue illustrazioni su Instagram. “Creo dipinti di animali e bambini con il mio mondo di colore blu.” È così che Ofune descrive la sua arte.

È stato proprio il suo fantastico mondo blu ad attirare una “Scambiamente”, Lisa ed anche i suoi bambini, rapiti anche loro dalle bellissime illustrazioni di Ofune, “soprattutto gli animali”.

Inizia così la storia di questa amicizia. La passione per il mondo blu di Ofune contagia subito le altre volontarie. Nello stesso anno infatti le Scambiamenti chiedono ad Ofune di realizzare “un dipinto speciale” per promuovere il loro progetto. In quell’occasione Ofune inviò tre proposte, tutte e tre bellissime. La scelta ricadde sull’immagine che da lì a poco sarebbe diventata il simbolo dell’Associazione.

L’amicizia tra Ofune e Scambiamente avvenne in maniera naturale. Fu bellissimo quando l’artista dal Giappone inviò un pacchetto che conteneva la tela originale del dipinto e tantissimi altri regalini, seguito poi da un pacco di risposta in cui ogni Scambiamente mise un pezzetto di sé, a voler rendere minuscola la distanza.

L’associazione Scambiamente nasce il 30 Novembre (2018), nello stesso giorno Ofune, che nella realtà porta il nome di Mihoko Mihamoto festeggia il suo compleanno.

Inoltre l’artista abita vicino a Kobe, luogo molto caro a Simona perchè è la città natale della sua scrittrice del cuore, Amelie Nothomb.

Che bellissime coincidenze, non trovate?

“The world unites people through the books or ideas by sharing. That’s Scambiamente. I enjoyed painting for these wonderful activities. I hope that my art makes you smile and brightens your day”

Love, Ofune.

“Il mondo unisce le persone attraverso i libri o le idee, condividendole. Questo è Scambiamente. Mi è piaciuto dipingere per queste meravigliose attività. Spero che la mia arte ti faccia sorridere e illumini la tua giornata. “

Con amore, Ofune.

Curiosi di conoscere il fantastico mondo blu di Ofune?

Seguitela qui: https://www.instagram.com/ofune2018/

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La magica notte di Santa Lucia

Una spiritosa donnina in occhiali da sole fa il suo ingresso nella stanza, con al seguito il suo asinello Nello… ma è Santa Lucia!!

Ad aspettarla un’intervistatrice emozionata e tanti visini illuminati dallo stupore di vedere in carne ed ossa la donnina che da lì a qualche ora avrebbe portato loro un attesissimo dono.

“Ma quello non è un asino”, dice un bambino nella folla.

È così che ha avuto inizio l’evento “La magica notte di Santa Lucia” organizzato da Parmakids con la collaborazione dell’Associazione Scambiamente e la Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi. L’iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Parma, nel progetto “Racconti di Natale 2021”.

I bambini presenti hanno avuto modo di conoscere Santa Lucia attraverso le tante domande fatte, un’occasione per scoprire curiosità provenienti da tutto il mondo che riguardano la Santa.

Dopo l’intervista, il racconto della vera storia di Santa Lucia attraverso il teatrino Kamishibai, un momento magico da ascoltare e guardare con attenzione.

In seguito, per il pomeriggio da passare insieme è stato creato un laboratorio per costruire insieme una lanterna: “che ricordi il più possibile la casa del bambino che la costruisce, perché così Santa Lucia riconosce la casa e sa dove portare il dono”, è questo il suggerimento di Lisa, Vicepresidente dell’Associazione Scambiamente che ha curato il laboratorio, che è stato anche una bella occasione per mettere in pratica un tema molto caro a Scambiamente: il riciclo creativo. Le lanterne infatti sono state create a partire da vasetti di vetro di vecchie marmellate, donate da una pasticceria.

È possibile rivivere questi magici momenti?

Assolutamente si, in evidenza sulla pagina Instagram di Parmakids!

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Ponti di libri

Nella mattinata del 13 novembre si è svolto a Traversetolo (Pr), nella Biblioteca comunale, un momento di scambio tra la comunità traversetolese e la comunità francese di Oraison, i due comuni sono legati da un bellissimo gemellaggio che dura ormai da 40 anni.

All’interno di questa cornice erano presenti le associazioni Scambiamente, APS il Pellicano, Organizzazione no-profit, che svolge attività di cooperazione internazionale.

Questo momento è stato un’occasione per seminare nuove idee, idee di cooperazione, idee culturali capaci di disegnare ponti, proiettati nel futuro, ma tenendo conto del passato, della lunga storia che lega queste due realtà.

E in che modo costruire un ponte se non con lo scambio di casette dei libri?

Un bambino che legge sarà un adulto che pensa. Anche questo rappresenta uno scambio culturale tra Oraison e Traversetolo. Allora buona lettura a tutti i bambini e i ragazzi che si avvicineranno alla casetta dei libri”: sono queste le parole di Marinette Legaille, mamma di Sebastien, che ha realizzato con le sue mani una casetta con il numero 40, a ricordare gli anni della durata di questo bellissimo impegno.

Scambiamente a sua volta ha donato una casetta realizzata dal volontario Alessandro Rosi, presidente del Circolo la Fontana di Bannone e dalla sua famiglia.

Qualche settimana dopo all’interno dell’evento “Libri in festa”, organizzato dalla Biblioteca di Traversetolo, è avvenuta l’inaugurazione della Casetta dei libri donata da Oraison che ha trovato dimora nei locali della Biblioteca e che contiene libri di lingua francese, per bambini e ragazzi.

Parole… parole nuove al suo interno, forse difficili ad un primo impatto, ma conoscerle e impararle non potrà che rafforzare e dare ancora più valore a questo scambio all’insegna del Book Crossing che rappresenta un ulteriore legame tra le due comunità.

 

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